Lettere d'autore: i modelli della memoria di R. C. Atkinson e R. Shiffrin

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Lettere d'autore: i modelli della memoria di R. C. Atkinson e R. Shiffrin

Gentili colleghi,

sono qui insieme all’illustre Dott. R. Shiffrin per proporvi un nuovo modello che spieghi la struttura della memoria. Secondo noi si adatta perfettamente ai fatti e potrebbe permettere, in futuro, di padroneggiarne i processi.Intendendo la memoria come l’insieme di processi di codifica, immagazzinamento e recupero di informazioni siamo riusciti a individuarne tre diverse tipologie.

Pensiamo a tre magazzini diversi, ognuno sarà più adatto a contenere del materiale in base alle proprie dimensioni e caratteristiche. Allo stesso modo fa il cervello con le informazioni.

Innanzi tutto vi è la memoria sensoriale, essa presenta 5 modalità suddivise esattamente come i cinque sensi. Questa modalità mnemonica ha una durata veramente breve!

La seconda è la memoria a breve termine. Essa permette di attuare dei processi di codifica e rafforzamento delle informazioni al fine di facilitare il passaggio alla fase successiva.

L’informazione permane per circa una trentina di secondi e possiede la capacità di contenere dai 5 ai 9 elementi per volta secondo l’esimio Dott. G. A. Miller. Vi inoltre un’importante curiosità. Abbiamo scoperto che i primi e gli ultimi elementi di una lista sono più facili da mantenere a memoria( ci è sembrato giusto parlare di effetto di Primacy, nel primo caso, e di Recency, nel secondo).Questo avviene perché i primi sono quelli che hanno avuto più tempo per essere codificati mentre gli ultimi, in quanto più recenti, sono ancora freschi di lettura.

La terza è la memoria a lungo termine. Una volta immagazzinati i dati in questo tipo di memoria sarà possibile richiamarli in qualsiasi momento in base alle necessità della vita.

Ora la conservazione dell’informazione possiede una durata potenzialmente infinita. Possono, però, intervenire dei processi di oblio che comportano l’impossibilità di accedere ai ricordi nonostante essi siano ancora presenti rendendoli di fatto inutilizzabili.

Riteniamo che il processo di immagazzinamento mnemonico debba essere lineare e debba implicare il passaggio forzato ed ordinato attraverso i tre punti appena citati.

Sperando di aver fatto chiarezza ricordiamo la possibilità di contattarci in qualsiasi momento per ulteriori spiegazioni.

Distinti saluti,

Dott. Richard Chatham Atkinson & dott. Richard Shiffrin

7 Maggio 1971, Bloomington.

 

Orioli Alessandro Alberto

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