Tempo di ascolto... tempo danzato (prima parte)

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Tempo di ascolto... tempo danzato (prima parte)

Ri-partire da noi, “riprendere il ritmo” ascoltando il nostro tempo interiore attraverso la Danzaterapia Clinica.

In questo momento, più di altri, il tempo ha fatto da sfondo ai nostri pensieri. Quanto tempo saremmo rimasti in casa? E ora quanto tempo ci vorrà per ripartire? Da sempre l’uomo si pone domande sul tempo. Sicuramente molto è stato detto, scritto e scoperto. Tuttavia non è possibile dare una definizione univoca di tempo, il quale, è da considerarsi un concetto dalle molteplici accezioni, anche perché rappresenta la scena della vita

“Il tempo è la sostanza di cui è fatta la vita” disse, a tal proposito, Benjamin Franklin. 

Sicuramente possiamo dire che il tempo è un codice; universale, se si pensa ai ritmi della natura, come l’alternarsi del dì e della notte. Infatti, mentre eravamo nelle nostre case, il tempo ha continuato a scorrere, un nuovo giorno è iniziato comunque, è arrivata la primavera e si sono allungate le giornate. Ma il tempo è anche un concetto personale, quando è legato alla cultura e al vissuto di una persona. Possiamo dire che, in senso soggettivo, è possibile vederlo come la percezione che noi abbiamo dell’evolversi delle cose, dell’intervallo che intercorre tra un evento e un altro.  E’ quantitativo e qualitativo, e da questo deriva la sua relatività. Alcune persone sono sempre in ritardo, altre, invece, sono sempre in anticipo, alcuni sono attenti e ricettivi fin dalle prime ore del mattino, per altri tirare tardi la sera è una cosa assolutamente naturale. Di fronte a una scadenza, alcune persone si mobilitano all’ultimo, altre utilizzano tutto il tempo della durata. 

Il tempo, è poi, scansione, ritmo.

“Il ritmo esiste ed è in noi”, dice Maria Fux (1996). “E’ nella nostra respirazione, nella nostra circolazione, nel nostro nome, nel modo di muoverci, di parlare, di dormire, d’amare, di mangiare. Ogni movimento eseguito nello spazio ha a che vedere con il nostro ritmo”. 

Il ritmo, infatti è parte integrante dell’uomo; si pensino, per esempio, ai ritmi biologici alla base della sopravvivenza (il battito del cuore, il tempo del respiro) e ai ritmi fisiologici (sonno-veglia, sazietà-fame). La vita si manifesta attraverso il movimento e ogni movimento è ritmo che, pertanto, ha a che fare con l’esistenza e con le emozioni. 

Per molte persone il tempo scorre solo da qualche parte fuori da esse, vivendo in contrasto con il proprio tempo interiore, non tanto perché sono costrette a farlo, ma semplicemente perché non conoscono i propri ritmi interni. Ti sei mai chiesto qual’é la relazione con il tuo tempo interiore? Leggi il prossimo estratto per saperne di più. 

Simona Vecchio

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