CORONAVIRUS: LA PAURA FA NOVANTA! INFORMAZIONI SCIENTIFICHE UTILI AD ARGINARE “LA MENTE CHE CI MENTE"

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CORONAVIRUS: LA PAURA FA NOVANTA!  INFORMAZIONI SCIENTIFICHE UTILI AD ARGINARE “LA MENTE CHE CI MENTE"

L’intento di questo articolo è quello di riflettere sulla “mente che ci mente”, per non farci intrappolare da lei, così astuta nel trasformare ciò che immagina in qualcosa di reale e concreto. Così come viene descritto nell’articolo della Dott.ssa Alessandra Micheloni, i pericoli che la mente immagina si traducono in “allarmi” concreti e reali all’interno del nostro corpo, costretto a “difendersi”, sprecando energie inutili e portando il nostro sistema immunitario ad abbassarsi di conseguenza. 

Non immagineremo mai fino in fondo dove possa arrivare il potere della nostra mente se non ci soffermiamo a riflettere. Domiamo la nostra mente, sfruttiamo il suo potere, usiamolo a nostro favore… non facciamoci domare da lei! 

Trasformiamo la sofferenza in potenza! Ma come?

A questo proposito inizierò con alcune informazioni scientifiche, importanti ed indiscutibili, per poi calarle nel tema più sentito del momento, il virus corona (volutamente scritto con iniziale minuscola):

L’organismo umano ha un funzionamento a dir poco perfetto nella sua complessità: è frutto di una costante e milionaria evoluzione della specie e si fa scudo di molti meccanismi di difesa che ci tutelano dai vari “rischi e pericoli” del mondo esterno.

Uno di questi meccanismi difensivi è proprio la paura! Lei ci permette di caricarci di litri di adrenalina in un istante, di farci “scattare” come vere e proprie molle o correre come se fossimo campioni olimpionici dei 400 metri!

La paura, insomma, ci protegge di fronte ai pericoli, ci impedisce di attivare il SAS (Sistema Attentivo Supervisore) e quindi di arrovellarci nei pensieri rimuginanti-anticipatori o nelle lente dinamiche decisionali.

Questo significa che la paura non ci permette di chiederci “è meglio andare a destra o a sinistra?”, ma smuove “l’istinto” che vive dentro di noi, che nell’immediato agisce in un “attacco” o in una “fuga” o, ancora, in una “immobilità”, senza pensarci su due volte! Insomma: la paura ci fa agire come serve, senza perdere tempo prezioso.

Ma quando la paura non vede l’avversario che abbiamo di fronte, quando il “pericolo” è invisibile e potenzialmente in ogni dove, ecco che la paura cede il posto a quella che si chiama angoscia.

L’angoscia, per definizione, è la paura dell’ignoto ed è tutt’altro che funzionale alla nostra esistenza!

Basti pensare che, quando siamo angosciati, nel nostro corpo diminuisce drasticamente la produzione di ossitocina (ne avrete sentito parlare come ormone dell’amore) e aumenta a dismisura la produzione di ADH, l’ormone antidiuretico, anche conosciuto come vasopressina.

Cosa fa la vasopressina quando aumenta di livello? Come suggerisce il nome stesso: vasocostringe! Aumentano di conseguenza pressione sanguigna e pulsazioni, viene favorito un disfunzionamento renale e cardiaco, aumentano i rilasci di adrenalina, cortisolo e altri ormoni legati allo stress e alla necessità di affrontare il “pericolo” e, oltretutto, azzera i livelli di ossitocina, l’ormone dell’amore! e di conseguenza di serotonina, l’ormone del buon umore.

Insomma: la paura fa calare a picco il sistema immunitario! 

Tutto questo per dire che la paura avrebbe un senso se siamo realmente di fronte ad un avversario o ad un nemico visibile, perché aiuta ad eccellere in “prestazione fisica immediata” e favorisce una momentanea difesa fisiologica…ma che senso avrebbe mantenere questo “stato fisico da combattente”, questo stato di “neurotrasmettitori impazziti in allarme” per un tempo prolungato?

Nessuno! Semplicemente ci ammaleremmo! Perché il mantenimento di un alto livello di ADH, di cortisolo, di adrenalina per un tempo prolungato “avvelena” letteralmente gli organi, ammala il nostro corpo, che non riesce più a smaltire, attraverso il sistema linfatico, le tossine.

Pensate che in tempi di guerra le autopsie di alcuni soldati hanno rilevato concentrazioni di ADH elevatissime e divenute tossiche nelle cavità polmonari, dimostrando che “si può morire di paura”!

La paura fa novanta! La paura prolungata abbassa tutte le nostre difese immunitarie…è lei il nemico numero uno!

Arriviamo dunque a calare queste preziose informazioni scientifiche nella specifica situazione che ci attanaglia nel presente, l’allarme Coronavirus 2019:

Vi voglio dire che essere accorti e responsabili nelle misure di sicurezza adeguate ad una diminuzione della diffusione virale è bellissimo. Dimostra una forte coscienza sociale del popolo italiano e un’empatia nei confronti delle persone più a rischio, che da sempre lo caratterizza!

Ricordiamo anche, però, che il rischio di complicazioni nei soggetti maggiormente a rischio si corre con tutte le forme influenzali, nuove o vecchie che siano! Il vero problema del momento si può riassumere semplicemente nel possibile “numero” di persone ammalate nello stesso momento, che produrrebbe una fatica della sanità a ricavare posti letto e/o pronto soccorsi adeguati. Per questo è legittimo e giusto, per il bene di tutti e per la protezione dei nostri anziani, ricorrere a tutte le buone abitudini di vita suggerite, che potremo interiorizzare e di cui potremo far tesoro anche in futuro! Ma non è affatto legittimo o giusto ricorrere alla paura come arma di difesa! 

Vi ritroverete con un’arma a doppio taglio in mano! La paura ci corrode, ci allontana gli uni dagli altri, ci fa perdere “il senso”! Ci fa perdere persino quel bel senso di altruismo, di unione e di empatia che questo momento ci sta, in una certa forma, donando.

Non si può combattere “il buio con il buio”, nascondendosi dietro la paura che ci fa guardare di sottecchi il resto del mondo e ci fa diffidare del prossimo.

Se vogliamo combattere bene, dobbiamo affidarci all’arma dell’Amore, ad un’arma di Luce, traendo forza dalla sofferenza: la sofferenza si può trasformare in potenza!

Questo momento delicato può insegnarci a “stare” di più sulle persone che amiamo, sulle cose che ci fanno stare bene, su noi stessi, su quelle cose semplici e genuine che possono riempirci il cuore e l’anima (e che spesso, ahimè, trascuriamo…per arrovellarci in problemi costruiti o amplificati dalla nostra stessa mente); può insegnarci a “lasciare andare”, a non impuntarci su litigi inutili, a non dare per scontato le persone che abbiamo al nostro fianco, a valorizzare qualsiasi momento delle nostre giornate.

Questo momento può servire a chiederci: “che senso ha la vita per me? La valorizzo abbastanza? Do attenzione a ciò che per me è davvero importante?”

Dobbiamo concentrarci sulla “goccia nel mare” che ciascuno di noi è chiamato a regalare al mondo, in questo momento più che mai. Chiediamoci: cosa posso fare io? Cosa è in mio potere? Qual è il mio talento da spendere per il mondo? 

Non lasciamo campo libero al panico, che ha come maestra l’ignoranza, che ci fa diventare insensibili e illogici nei nostri comportamenti domati dall’ansia e non dalla ragione o dal cuore…spesso e volentieri, quindi, inutili!

Svegliamoci la mattina e diciamoci: questo è il mio mondo! È la mia terra!  Non mi fa paura ciò che ci vive, io sono parte del tutto e, a modo mio, regalerò una goccia nel mare, “pensata” e sentita. Quando mi ricapiterà di potermi fermare così tanto dentro me stesso e chiedermi “cosa posso dare io?”.

Siamo chiamati dall’universo a compiere un bel gesto, ognuno il suo, ognuno preziosissimo e utilissimo.

Un “Grazie” pieno di energia a tutti Voi, che siete parte del tutto e che, lasciando andare l’inutile ed egoistica paura, lascerete il posto agli ormoni positivi, all’energia luminosa del sole che presto si riaffaccerà nelle nostre vite, alla bellezza dei germogli che possono crescere solo nei momenti di pioggia!

La pioggia non si può evitare e non si deve temere: usiamola bene… balliamo sotto la pioggia e il sole, poi, ci sembrerà ancora più bello…

Dott.ssa Crivelli Monica

Psicologa, Psicoterapeuta, Neuropsicologa

Socia e responsabile del Centro Psiche&Soma S.r.l.

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