I ritiri di mindfulness: una soluzione praticabile per la gestione dello stress? (prima parte)

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I ritiri di mindfulness: una soluzione praticabile per la gestione dello stress? (prima parte)

La mindfulness può essere definita come la consapevolezza che emerge dall’atto di prestare attenzione, intenzionalmente e in modo non giudicante, all’esperienza del momento presente, momento dopo momento. Ad oggi la mindfulness viene prevalentemente coltivata tramite percorsi di meditazione di gruppo della durata di circa due mesi quali la Riduzione dello Stress basata sulla Mindfulnesse la Terapia Cognitiva basata sulla Mindfulness. Le evidenze scientifiche mostrano come praticare la mindfulness possa portare a svariati benefici tra cui la riduzione dello stress soggettivamente percepito, il miglioramento della qualità della vita e, in molti casi, la riduzione dell’intensità e della spiacevolezza del dolore. In questo articolo ci focalizzeremo invece su un altro approccio tramite il quale la mindfulness può essere coltivata, il ritiro di meditazione.

In che cosa consiste di preciso il ritiro di meditazione?

Quanto dura? Cosa c’è da aspettarsi che avvenga durante un ritiro? E che benefici può portare partecipare ad un ritiro? In sintesi, possiamo considerare il ritiro di meditazione come uno “stacco” dalla propria vita usuale durante il quale, per un periodo che, nella maggior parte dei casi, varia da un minimo di due a un massimo di sette giorni, ci si dedica alla pratica di meditazione in modo intensivo per un lasso di tempo che tipicamente spazia dalle 7 alle 10 ore al giorno. Nella formulazione più tradizionale, si inizia con una pratica mattutina prima della colazione, si prosegue con due sessioni di pratica, una mattutina e una pomeridiana, e si conclude con una pratica serale.

Durante le sessioni di pratica, i partecipanti cercano di coltivare in modo continuativo la consapevolezza del momento presente, lasciando andare sullo sfondo quanto più possibile i rimuginii sul passato, i giudizi sul presente e le preoccupazioni per il futuro, tramite un’alternanza di pratiche statiche e in movimento che includono, tra le altre, la meditazione sul respiro, la meditazione camminata e alcuni semplici esercizi di yoga consapevole. Alcune volte, i momenti di pratica vengono alternati a spazi per letture e domande volte ad approfondire come la mindfulness possa essere applicata al meglio anche al di fuori dal ritiro nella vita di tutti i giorni al fine di affrontare al meglio le sfide della vita quotidiana.

Esistono ad oggi prove scientifiche che tali ritiri di meditazione possano essere incidere sul benessere psicofisico di coloro che vi partecipano? Sebbene a livello tradizionale siano elencati molti benefici da parte dei partecipanti e dei maestri che li conducono, fino ad anni recenti sono largamente mancate prove scientifiche dell’efficacia di tali ritiri. Proprio per questo, alcuni autori, tra cui il sottoscritto, hanno di recente pubblicato sul Journal of Psychosomatic Researchun articolo volto a revisionare le evidenze scientifiche disponibili sull’efficacia dei ritiri di meditazioni tramite un approccio meta-analitico, una metodologia statistica che permette di aggregare i risultati di più studi al fine di aumentare la robustezza dei dati osservati.

Alberto Chiesa

 

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