Il senso delle parole inventate

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Il senso delle parole inventate

Sapete che si può comunicare efficacemente anche con parole inventate?

Ebbene sì, bisogna affidarsi alla metasemantica. Di cosa si tratta?

Con metasemantico si intende un tipo di linguaggio, formato in parte da non-parole (parole inventate, non esistenti) che segue le regole grammaticali e sintattiche della lingua del lettore.

Il testo assume inaspettatamente un senso in base ad aspetti sonori, ritmici e musicali. Inoltre la forma, la posizione e il contesto che le parole inventate assumono all’interno dello scritto contribuiscono alla formazione del significato a partire da elementi che paiono non averlo.

In questo modo emergono dal testo immagini solitamente condivise dalla maggior parte dei lettori.

Ve ne diamo qui un esempio:

Il Lonfo non vaterca né gluisce
e molto raramente barigatta,
ma quando soffia il bego a bisce bisce
sdilenca un poco e gnagio s’archipatta.

È frusco il Lonfo! È pieno di lupigna
arrafferia malversa e sofolenta!
Se cionfi ti sbiduglia e ti arrupigna
se lugri ti botalla e ti criventa.

Eppure il vecchio Lonfo ammargelluto
che bete e zugghia e fonca nei trombazzi
fa lègica busìa, fa gisbuto;

e quasi quasi in segno di sberdazzi
gli affarferesti un gniffo. Ma lui zuto
t’alloppa, ti sbernecchia; e tu l’accazzi.

Fosco Maraini (1978)

E per voi, cos’è il Lonfo?

Dott.ssa Sonia Vicari & Dott. Orioli Alessandro Alberto

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